Centro Studi Vmf

Proprio in questo momento degli uomini in camice bianco stanno effettuando ricerche su qualsiasi campo dell'esistenza umana. I camici bianchi sono facilmente reperibili e a buon prezzo, perchè non essere dei loro?

Chi sono

Blogger: CentroStudiVmf

Valerio Millefoglie è l'autore del romanzo trasformista "Manuale per diventare Valerio Millefoglie"- Baldini&Castoldi Dalai editore. Ha scritto su Linus, Rolling Stone e ha tenuto una rubrica di recensioni superficiali su Il Mucchio. Ha realizzato due puntate di un format radio che non lascia spazio ai giovani, ma ne offre moltissimo agli anziani e lo si può trovare su iTunes a nome "Io l'ho sempre detto che ce l'avresti fatta".

Con il musicista Massimo Martellotta ha fondato la QuantaMarmellataPerTerra Produzioni, per cui stanno preparando lo spettacolo e le musiche di Valerio Millefoglie e i Massimo Martellotta. Intanto, sta lavorando al nuovo romanzo che parla di lottatori, conduttori elettrici, pupazzi da dito Freud e una ultimissima branca della psicoanalisi, per cui sta avvalendosi dell'utilizzo di cavie e vedove.

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mercoledì, 12 settembre 2007

Quanta marmellata per terra

statoio_x_cd1
“Se la marmellata cade su superficie limpida, pulita, senza ombra d’opaco, è come se cadesse all’interno del barattolo stesso, giacché il barattolo stesso precedentemente è stata superficie trattata da mani guantate. Possiamo così affermare, con una certa baldanza, che la marmellata per terra, su terra trattata da mani guantate, è assolutamente mangiabile, leccabile, ingeribile pur senza l’ausilio del cucchiaino o dello spalmabile coltello. Ma, se il coltello diviene mezzo d’offesa e i guanti, da casalinghi, si trasformano in guanti pugili, allora, in quel caso, qualcuno è stato. Noi siamo qui per scoprire chi.”. – Dal trattato “Sì ma il pavimento era pulito” Autori Vari.

www.myspace.com/quantamarmellataperterra
bonus read "Biografia, filmografia e struggimenti vari di una diva del cinema parlato" a cura della Fonazione per il Recupero e il Mantenimento del Patrimonio Cinematografo Parlato.
postato da: CentroStudiVmf alle ore 10:19 | link |
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domenica, 17 giugno 2007

C'E' BISOGNO DI TE, OFFRITI COME CAVIA.

Qualche giorno fa ho incontrato una psicoterapeuta che ha come pazienti, i pazienti trans di una clinica chirurgica.

Fino a qualche minuto fa ero al telefono con un ipnoterapeuta.

Una ragazza che fa anche la ragazza delle pulizie mi ha raccontato i suoi momenti felici al lavoro: quando toglie lo sporco dal teatro a tempo del pianista che suona le prove, quando le danno le chiavi per far splendere una parte del Castello Estense di Ferrara chiusa al pubblico, in questo modo lei è l'unico pubblico.

La mia ricerca della felicità altrui, per conto del protagonista del mio nuovo romanzo sta continuando.

Ho contattato l'ipnoterapeuta perchè vorrei cronometrare la felicità di una persona sotto ipnosi. Il soggetto dovrebbe compilare la scheda per una settimana, alla fine dei sette giorni realizzerei l'intervista come da normale procedimento. Ma, a seguito dell'intervista, vi sarebbe l'ipnosi. Con la stessa intervista, ma appunto sotto effetto del pendolo. In questo modo potrei poi confrontare le gioie del soggetto e vedere se ve ne sono alcune che nella scheda non aveva segnato, gioie rimaste nell'inconscio. Potrei così asserire che seppur uno si sente infelice, in realtà non lo è.

Una segretaria di uno studio si sposa e parte in viaggio di nozze con la scheda della Cronometroterapia.

Un ragazzo Africano è felice per un quarto d'ora perchè parla con sua figlia di pochi mesi, che in realtà secondo la tradizione del suo villaggio è sua sorella venuta a mancare negli anni ottanta e adesso reincarnatasi in prole.

Un cantante famoso non è felice perchè va alla televisione e alla radio, ma perchè alla sera si toglie finalmente le scarpe.

Il signore di cui qui sotto vedete una scheda compilata mi ha portato una settimana di cronometroterapia quasi esclusivamente in compagnia, gliene ho chiesto un'altra in solitudine. Possibile che non vi siano momenti in cui lei è felice anche se la casa è vuota e non è in una pizzeria con il gruppo di preghiera?

Sto incontrando vedove che mi fanno vivere il loro momento di felicità, l'incontro con il marito, e il loro momento d'infelicità, la scomparsa del marito. Sabato vado anche al concerto di una di loro. E domenica incontro un vedovo che ha alle spalle più di una vedova. E' il fratello di mio nonno e nella vita si è sposato più volte. Scrive poesie, va in balera e sa tenere il ritmo.

Per quale motivo vi sto raccontando tutto questo?
Il motivo è che ho bisogno di altre felicità. Di altre cavie.

Fra le tracce che si possono sentire su questo www.myspace.com/valeriomillefoglie c'è Bando per cavie. E' stata sentita quasi 200 volte, ma ancora nessuno si è offerto. Che razza di attenzione! E sì che si ha la possibilità di entrare in un libro ed essere gli "altrui" di cui il protagonista vive la felicità.

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p.s. nella sottostante data di mercoledì 27 giugno proverò dal vivo alcune parti del nuovo libro.

postato da: CentroStudiVmf alle ore 18:24 | link |
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lunedì, 21 maggio 2007

OGGI SONO ANDATO IN RUSSIA

Avviso di tolleranza



Chi crede, sopra al letto, ci mette la fede. Chi ricorda, sopra al comodino, ci mette le foto di chi non c'è più. Quando avevo dei nonni paterni, loro avevano un mobiletto di foto in bianco e nero con dei lumini a fargli luce, era nel salone di casa loro, buio anche in pieno giorno. Da morto non vorrei mai che qualcuno mi ricordasse in bianco e nero e in modo così solenne, non mi pare certo un bel ricordo. Al chiodo sopra al mio letto si appenderà il quadretto di tolleranza trovato sabato da un antiquario. E' ben chiaro che il problema non erano le molestie, ma le molestie gratis. Togli la parola Gratis, mettici Retribuzione, e una soluzione la si trova sempre.

La canzone sotto l'avviso è stata registrata qualche giorno fa in metropolitana e l'autore è Musica che porta fortuna per tutti perfavore piccola offerta. Prima di cominciare l'esecuzione del brano ha augurato Buona fortuna alle bionde, alle more, musica che unisce gli italiani, gli stranieri. Alla fine del brano ho guardato gli altri passeggeri e non mi parevano così uniti nel nome della musica con il bicchiere di carta come cachet.

Oggi che sono andato in Russia

Domenica sono andato in Russia con la signora Evelina Schatz. Abbiamo ascoltato musica dalla lingua a me incomprensibile, mi ha offerto un bicchierino di Vodka, del salame delle sue parti, ha sbucciato per me un uovo sodo e mi ha letto l'incipit del suo racconto Treni. Quando sono sceso, in realtà, non mi ero mosso di una rotaia. Il vagone era ancorato vicino alla stazione di Corsico e sono saliti altri passeggeri per viaggiare un poco con lei e con la sua performance. (L'incipit dice "Non amava il mio fulvo fulcro femminile").

ice haven

Quello a destra è Charles, il bimbetto complicato. Quello a sinistra è Carmichael, il giovane inquieto. La pagina bianca su cui sono è Ice Haven, un fumetto bellissimo di Daniel Clowes che ho preso sabato e finito domenica. Grazie Coconino Press!

Buona settimana.
v.
postato da: CentroStudiVmf alle ore 11:54 | link |
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venerdì, 18 maggio 2007

L'UOMO CHE AVEVA UNA FINESTRA NEL PORTO DI MARE

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Dopo mi sono seduto sugli scalini della concessionaria d'auto di Porto di Mare, quella affianco al bar Porto di Mare, quello di fronte al metrò Porto di Mare. Ero circondato dal mare. C'era della gente che aspettava l'autobus così mi sono convinto che anch'io dovevo aspettarlo. Ho poggiato la borsa, ho allungato le gambe una sull'altra, mi sono detto E ora? E ora niente. Ho pochi momenti di niente. Dopo il mio poco momento di niente di un qualche minuto mi sono alzato, sono sceso verso il Porto di mare, ho timbrato e ho aperto la pagina al racconto verità L'uomo che aveva una finestra nello stomaco.

All'uomo disegnato hanno accidentalmente sparato, fortuna che c'era un medico nei paraggi del bancone del bar. Il medico ha fatto il suo mestiere di ricucire, ma ha notato che la ferita si è rimarginata lasciando un punto di vista dentro l'intestino. Quando il paziente mangia si può studiare la digestione, il paziente si trasforma così in cavia. Il medico prende una briciola di pane e la adagia alle porte della ferita, in questo modo potremo assistere all'attacco dei succhi gastrici. Degli efficenti succhi gastrici. Il tutto rimanendo sul vagone del Porto di Mare.

Domenica c'è un vagone russo degli anni ottanta a Milano. A questo www.gheroarte.com, anche se la cosa non è segnalata sul sito. Una scrittrice russa si porterà un chitarrista con canzoni russe d'epoca dentro la chitarra e insieme, nel vagone che c'è all'aperto, ci faranno fare un ritorno al futuro. Alle 18.00.

p.s.
lettoNon sono mai stato bravo a prendere le misure. Infatti per il letto di casa nuova non le ho prese. La camera da letto sarà la camera del letto, la libreria non ci sta tutta, la metto in salone.
postato da: CentroStudiVmf alle ore 10:21 | link |
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lunedì, 14 maggio 2007

PSICANALISI DA DITO E GRAZIE MOLTISSIME

dimmicara

"Di notte, si sa, accadono cose strane. Ma nella notte di Natale accadono cose ancor più strane. Così un omino schiaccianoci e un'intera armata di soldatini-giocattolo possono animarsi all'improvviso per dar battaglia a schiere di feroci roditori comandate dal terrificante Re dei Topi"
Schiaccianoci e il Re dei Topi- E.T.A. Hoffmann

Maria ha deciso di recarsi dal pupazzo da dito Freud quando le sua allucinazioni le hanno lasciato segni sulla pelle. I giocattoli regalo del giudice Drosselmeier hanno preso vita e guerra fra di loro. Ogni notte devo privarmi dei miei confetti e dei miei dolci di marzapane, li vuole in pegno il Re dei Topi, si confessa Maria. Altrimenti?, chiede il pupazzo da dito Freud. Altrimenti minaccia di mordere lo Schiaccianoci! Quand'è stata la prima volta che hai visto il tuo amico Schiaccianoci? Il divano da dito Freud di rue Bergasse a Vienna si prepara, si stenderanno su di lui per varie sedute non solo Maria, ma anche il topo Re e anche Hansel e Gretel, saranno forse i casi più bizzarri di cui si occuperà il pupazzo da dito Freud. Appena mi deciderò a scrivere questi brevi racconti di psicoanalisi da dito.

Un ragazzo mi ha scritto. Mi ha detto che qualche settimana fa era in libreria quando gli è caduto in testa un libro e non puoi non comprare un libro che ti cade in testa. Il libro era Hanno aperto un drugstore nella mia testa, di cui si parla qualche post sotto. Io invece cercavo un libro e mi sono imbattuto in un testamento abbandonato al punto informazioni 3 della Feltrinelli, un testamento da quattro euro e cinquanta, il testamento di Beethoven.

Ho letto In un certo senso, di Francesco Fagioli per Marsilio. Un romanzo epistolare di lettere scritte all'amministratore del condominio. Mi è piaciuto molto. Penso potrebbe piacere molto anche a voi.

Continuo a registrare i Grazie moltissime che salgono in metropolitana. Quest'ultima registrazione è quasi una dedica. Ero molto vicino alla cantante con l'amplificatore nello zainetto e quando cantava Parla più piano resta più vicino a me, mi guardava negli occhi e io mi imbarazzavo un poco perchè sentivo addosso anche gli occhi delle altre persone nel vagone. Ho frugato nella tasca e ho pagato un euro la dedica.

Buon ascolto e buona settimana.
v.


caduta
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lunedì, 07 maggio 2007

LA MIA FORTUNA ERMANNO

lamiafortunaermanno

Quando sono sceso dal palco mi è venuta incontro una figura nera, dal sorriso sdentato e mi ha detto, con le parole che si accavallavano e sbandavano fuori dai denti, Io sono la tua fortuna, tu avrai successo. Poi, con la mano pronta al flash, la mia fortuna si è voluta far fare una foto con me.

Anni fa, mi ha spiegato, ho visto il pianista Allevi, quando ancora non era famoso e gli ho detto Avrai successo, poi l’ha avuto, infatti fra dieci giorni torna a suonare qui e gli dirò Ti ricordi di me? Sono la tua fortuna.

Come ti chiami? MichiamoErmannoesonoaddettoallaboratoriodellascuola, detto veloce e come una poesia a memoria.

Da quanto tempo fai avere successo alle persone? Una decina d’anni.

A chi altri hai dato successo? Uhh, ho tantissimi nomi in testa ora. Fammene uno. Ma non solo cantanti, anche politici. Che politici? Quelli che sono ora al potere. Prodi? No, Prodi no. E chi? Bersani. E ai tuoi amici fai mai avere successo? Mia figlia doveva sposarsi e aveva perso il lavoro, Tranquilla, le dicevo, vedrai che tutto si aggiusterà. E com’è finita? Tutto si è aggiustato e si è sposata. Che dice tua moglie? Dice Ma come fai?, e io le dico che sono un’ottimista.

La mia ottimista fortuna Ermanno ci ha poi seguiti da dietro il palco fino al bar. Non ricordo come, ma a un certo punto ho visto la mia fortuna Ermanno con un calice di vino in mano, che penso sia non so in che modo riuscito a farsi offrire da Finardi. Seduto al tavolino del dopo concerto vedevo la mia fortuna Ermanno saltellare di qua e di là, sorridere alle pareti, annuire a discorsi di cui non aveva mai preso il filo, battere la mano su una spalla e dire Tu sì che sei un amico e ripetere la parola amico per ogni battuta sulla spalla, amico, amico, amico, da una parte il calice di vino, dall’altra la mano pronta al flash, era un bellissimo momento per la mia ottimista fortuna Ermanno. Così bello che gli ho detto Fermo così, e gli ho scattato anch’io una foto portafortuna.

Come arriva, la fortuna se ne va e a un certo momento non l’ho più vista. La piazza era vuota, smontavano le cose dal palco, il castello del paese non si era mosso di una virgola e io, entrato in macchina, non trovavo più le chiavi, le avevo lasciate nella portiera, per Ermanno le ho ritrovate subito e siamo partiti.

,,,,,,,,, castello , castello ,,, castello.

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postato da: CentroStudiVmf alle ore 09:47 | link |
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giovedì, 03 maggio 2007

DALLA MIA VALIGIA DI CARTONE FREUD



Se metti troppo profumo sopra il sudore, il sudore comunque ha la meglio. Me ne sono accorto ieri. Ero seduto in una poltronissima circondato da tre donne De Gregori. Abbondavano in tutto e l'odore del tutto aveva creato un alone padrone di me. Cento lavori orrendi, questo è un bel libro preso ieri grazie a Einaudi. Esiste la professione del Venditore di fotografie aeree, dell'adetto alle pulizie in una fabbrica di assorbenti interni, dell'ammazza-salmoni, dell'abbassa-prezzi di cibi danneggiati, dell'accatastatore di libri religiosi, del ricercatore scientifico di cemento e del dirigente qualsiasi. Tutte storie vere tratte da una rubrica di rivista inglese. Lo smemorato di Tapiola, questo è un altro bel libro preso ieri grazie al finlandese Arto Paasilinna, a cui devo dir grazie anche per Piccoli suicidi fra amici. Hanno aperto un drugstore nella mia testa, anche questo è un altro bel libro uscito venerdì scorso per mano di Paul Reed. E grazie a quelli di scritturapura (www.scritturapura.it) che mi hanno chiesto di scriverne la prefazione:

HANNO CHIUSO UN DRUGSTORE NELLA MIA TESTA
Di Valerio Millefoglie



Questa prefazione non doveva esserci. Doveva esserci quella di Matteo B. Bianchi, che una mattina mi ha detto Mi hanno mandato un libro molto bello, ma non è nelle mie corde, secondo me è nelle tue corde. Perché, di cosa parla? Di uno che sente le voci. Me lo sono fatto passare e ho scoperto che il protagonista e io avevamo degli incubi in comune. A poche pagine dall’inizio del romanzo Jools ha una visione in fase REM: una parata nazista che avanza verso di lui. Anni fa mi è capitata la stessa visione, ma con una variante, più la parata ostile si avvicinava, più mi accorgevo di esserne io il capo ostile dai baffetti molto curati. Durante la lettura del libro mi sono ritrovato molto preoccupato per la salute di Jools e per quella dell’autore, Paul Reed, che ho scoperto essere affetto anche lui, come il suo protagonista, da schizofrenia. Siccome mi dispiaceva molto per entrambi, ho deciso di andare a parlare di Jools, di Paul Reed, e delle voci che uno sente, con qualcuno che ne sa più di me: un vero psichiatra.

Il reparto psichiatrico del policlinico di Milano è esattamente come un qualsiasi reparto d’ospedale di Milano. Quasi esattamente. All'entrata devi consegnare i lacci delle scarpe, la cintura reggi pantaloni, l'intento di farla finita. Le posate sono d’inoffensiva plastica, le lamette si possono avere, ma a tempo determinato e solo insieme alla schiuma da barba, ci si può affacciare alle finestre, e anche infilare la testa fra le sbarre. Una volta c’era il telefono per chiamare chi era fuori, ma è stato tolto perché qualcuno aveva tentato di avvolgersi attorno al collo la comunicazione. Ogni oggetto, anche il più innocuo, può diventare il più contundente. Il reparto è chiuso a chiave perché, come Jools, anche nella realtà molti pazienti cercano di scappare da quella porta.

Sono seduto nello studio del Dottor Stefano Manenti e gli racconto di Jools, delle voci che ha in testa e che non sono belle voci, di quando accende la televisione ed è convinto che l’occhiolino che la cantante Anastacia fa a Top of the pops sia per lui, che la macchina nera che passa fa parte del complotto ai suoi danni da parte di Jimmy Love e dei massoni, per fortuna accorrono in aiuto, sempre nella sua mente, le forze speciali. A Buckingam Palace tifano per lui.

Tutte queste manifestazioni, risponde chi ne sa più di me, sono tipiche della schizofrenia, l’odore del gas che sente Jools, gli strumenti di controllo remoto come i microchip impiantanti nel corpo, fanno parte dell’immaginario schizofrenico. Come mai una persona un giorno si sveglia e sente il gas e le voci? Di solito vi è un trauma, come nel caso di Jools che ha ingoiato un’elevata dose di pasticche, o come chi ha subito un trauma post parto o un aborto, poi vi è una certa familiarità pre-genetica. A che età di solito uno sente le voci? Non c’è un di solito, ma l’esordio può avvenire intorno ai quindici, vent’anni, in personalità che si definiscono pre-morbose, sono le persone di cui dici Che strane, che amano stare in solitudine e che amano le cose strane, che s’interessano all’astrologia, alla parapsicologia, alle arti marziali. Tutte cose, penso, che Jools ama e di cui parla con le sue voci. Quest’atmosfera pre-delirante può perdurare per anni in modo latente, ci sono anche vecchiette che cominciano a delirare ad ottantacinque anni, convinte che i vicini le spiino. E cosa si può fare per Jools, e anche per le vecchiette? Vi sono tre fondamentali interventi. Innanzi tutto c’è l’intervento biologico con farmaci antipsicotici in grado di spegnere questo delirio, vi sono dei farmaci nuovi molto efficaci, i vecchi avevano a volte l’effetto collaterale di spegnere non solo diciamo la parte di delirio della persona, ma la persona tutta. Successivamente vi sono le sedute di psicoanalisi per lavorare sulla storia personale dell’individuo, l’importante non è il delirio, ma quello che c’è sotto, perché una persona ad esempio pensa d’essere figlia del Papa piuttosto che del presidente? E cosa c’è sotto?, domando. Spesso ci sono storie di abbandono, di violenza, di malattia, avevo una paziente affetta da tumore e da gravi crisi, era convinta che tutti agissero alle sue spalle, in combutta, ma per farle del bene, le canzoni alla radio erano per lei, i cartelloni pubblicitari parlavano solo a lei. Anche Jools, dico fra me e me, ha chi gli vuole bene, per esempio il Dalai Lama. Infine, aggiunge Stefano Manenti, c’è l’aspetto sociale riabilitativo, con corsi di teatroterapia o musicoterapia. Ci sono psichiatri che invece prediligono esclusivamente l’uso dei farmaci, c’è addirittura il movimento dell’antipsichiatria secondo cui non bisogna curare chi soffre di allucinazioni acustiche e le voci sono da sentire e assecondare. Certo, rifletto, ma quando Jools asseconda le voci finisce a vagare senza meta per ore o a fissare l’intonaco del muro con l’intento di arrivare a ventiquattro ore consecutive in questa stessa posizione. Esistono dei deliri negativi, continua a spiegarmi Manenti, in cui il soggetto si chiude, ha il ritiro affettivo, l’anedonia, ma c’è anche un aspetto positivo nel delirio, che ha qualcosa di magico, se riesci a strutturare un delirio, se per te piove perché qualcuno ha deciso di farti piovere addosso e non perché è un fenomeno naturale, la realtà ha comunque un senso, che non è quello comune, ma è un senso, lo schizofrenico ha un problema di disintegrazione, non riesce ad avere una sua intimità perché è privo di barriere e le cose possono entrare in lui. Ma esiste una guarigione totale per uno schizofrenico? Diciamo che se la diagnosi è schizofrenia è difficile, ci possono essere dei momenti chiamiamoli liberi, in cui la persona è appunto libera ed anche critica, conscia di avere un disturbo, ma vi sono ricadute, qui per esempio noi curiamo i pazienti nel momento di picco. E quanto dura? Li teniamo qui più o meno una settimana. poi ci sono i Sert., che sono i centri per il recupero sociale e di prevenzione delle dipendenze da alcol e droghe, spesso la schizofrenia può essere precipitata anche dall’uso di sostanze psicotrope, oppure ci sono i Cps e le comunità. Nel suo momento di picco Jools sente molto le voci nella testa e per niente quelle che ha intorno, per esempio quelle dei medici, come si può curare qualcuno che non racconta il proprio malessere? Tempo fa avevo un paziente con deliri orwelliani, era molto giovane e molto intelligente, pensava ci fosse un complotto da parte delle istituzioni tutte, dell’FBI, della polizia, di noi medici, allora mi diceva Va bene, ho capito la tua posizione di medico, potrebbe esserci la possibilità che io m’immagini tutto, ma dimostrami invece il contrario, dimostrami che non è così, mi aveva messo in difficoltà, con una domanda così a cosa ti appigli? E come è andata a finire? Aveva accettato la terapia farmacologica dicendo Provo a fidarmi. Verso la fine del libro in effetti, racconto, Jools ha qualche dubbio, secondo te come sta Paul Reed? Già il fatto che abbia scritto un libro così dimostra che si è allontanato, che ha preso le distanze da quella realtà.

Fuori fa freddo. Guardo le luci del reparto al primo piano. Vedo tre figure: una donna, un uomo, un cappotto appeso. Si è fatto buio e mi dispiace per tutte le volte che si fa buio e qualcuno è chiuso a chiave dall’altra parte. Adesso avete fra le mani un romanzo, che non è solo un romanzo, e che vi può far vedere cosa accade dall’altra parte.

Bibliografia minimissima
“Diario di una schizofrenica” Margherite Sechehaye- Saggi Giunti
“Come se finisse il mondo. Il senso dell’esperienza schizofrenica” Eugenio Borgna- Feltrinelli
“Sentire le voci. Guida all’ascolto” di Bucalo G.- possibilità di scaricarlo gratuitamente da www.ecn.org/antipsichiatria/  



postato da: CentroStudiVmf alle ore 10:56 | link |
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martedì, 24 aprile 2007

METEOTV

Questo sabato 28
all'ora che comincia a dirsi sera,
a Che Tempo che fa di Fazio,
ci saranno le 14 gocce cantate.
postato da: CentroStudiVmf alle ore 09:20 | link |
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venerdì, 30 marzo 2007

DURANTE IL MASTERING

Lorenzo Jovanotti e 14 gocce.

www.myspace.com/finardi

 

 

 

postato da: CentroStudiVmf alle ore 17:09 | link |
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